Ue, Euromò: “Europa potenza incompiuta. Ancora troppo dipendenti da Usa”

Ue, Euromò: “Europa potenza incompiuta. Ancora troppo dipendenti da Usa”

“L’Europa spende sempre di più per la difesa, ma resta ancora fortemente dipendente dagli Stati Uniti. La guerra in Ucraina ha confermato questa fragilità, evidenziando la necessità di costruire una reale autonomia strategica europea. Con il conflitto e il progressivo disimpegno americano, è partita un’affannosa corsa al riarmo. Gli Stati membri hanno aumentato significativamente la spesa militare, mentre il piano Readiness 2030 punta a mobilitare 800 miliardi di euro per rafforzare le capacità di difesa. Tuttavia, maggiori investimenti non significano automaticamente maggiore indipendenza. Persistono ritardi industriali, frammentazione dei sistemi nazionali, duplicazioni e rivalità tra governi e industrie. L’Europa continua a dipendere dagli Usa per capacità decisive, dall’intelligence ai sistemi d’arma più avanzati. Anche l’esperienza ucraina dimostra quanto siano strategiche l’innovazione tecnologica e l’integrazione delle capacità produttive. L’autonomia europea non può dunque ridursi a una rincorsa alle spese militari. Occorre una visione politica comune, capace di coordinare gli investimenti, superare gli egoismi nazionali e costruire strumenti condivisi di sicurezza. L’obiettivo deve essere un’Europa protagonista, in grado di assumersi le proprie responsabilità senza rinunciare alla cooperazione internazionale. La vera sfida è trasformare la necessità del riarmo in un progetto politico europeo, fondato su unità, diplomazia e sicurezza collettiva. Senza una strategia comune, l’Europa rischia di spendere di più senza diventare davvero autonoma”.

Così, in una nota stampa, i portavoce del movimento culturale Euromò, Attilio Arbia, Carmela Tiso, Silvia Sacconi, Giovanni Mainardi e Leo Catalano.

Ue, Tiso (Confeuro): “Tutelare Pac vuol dire difendere reddito degli agricoltori”

Ue, Tiso (Confeuro): “Tutelare Pac vuol dire difendere reddito degli agricoltori”

“La Politica agricola comune deve rimanere uno dei pilastri fondamentali dell’Unione europea. Per questo Confeuro si unisce alle organizzazioni agricole europee nel chiedere risorse adeguate, protette e aggiornate all’inflazione, affinché la Pac possa continuare a sostenere concretamente le imprese e garantire il futuro del comparto primario”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione Agricoltori Europei, interviene nel dibattito sul prossimo bilancio europeo 2028-2034. “Le discussioni in corso sul quadro finanziario pluriennale – prosegue Tiso – rappresentano un passaggio decisivo. Non possiamo permettere che l’introduzione di nuove priorità si traduca in un indebolimento delle politiche agricole. Chiediamo che la Pac disponga di un fondo autonomo, con risorse certe e destinate esclusivamente agli agricoltori, evitando frammentazioni e tagli che rischierebbero di compromettere la tenuta delle aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni”. Per il presidente di Confeuro è inoltre necessario rendere più snelle le procedure di accesso ai finanziamenti, riducendo gli oneri burocratici e collegando gli strumenti di sostegno alle reali esigenze produttive e alla competitività delle imprese agricole. “Parallelamente – aggiunge Tiso – l’Europa deve rafforzare i controlli alla frontiere e nei principali porti Ue per contrastare le importazioni irregolari, la contraffazione e ogni forma di concorrenza sleale. Non è accettabile che i nostri agricoltori siano sottoposti a standard rigorosi mentre prodotti provenienti da Paesi terzi possano entrare nel mercato senza adeguate garanzie. Il dumping commerciale danneggia le imprese, altera il mercato e penalizza anche i consumatori. Difendere la Pac significa tutelare il reddito agricolo, la sicurezza alimentare e il patrimonio di qualità, tradizioni e cultura che rende riconoscibili le produzioni europee. Chiediamo alle istituzioni comunitarie scelte coraggiose e coerenti: l’agricoltura deve essere considerata una voce prioritaria del bilancio e un investimento strategico per l’autonomia alimentare e il futuro dell’Europa”, conclude Tiso.

Ue, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “In Europa nuovi orizzonti nella sicurezza informatica”

Ue, Tiso(Acc Iniziativa Comune): “In Europa nuovi orizzonti nella sicurezza informatica”

“L’Unione Europea ha compiuto un passo decisivo nel rafforzamento della cibersicurezza globale con l’entrata in vigore del Cyber Resilience Act (CRA). La normativa mira a tutelare in modo stringente sia i consumatori sia le imprese dalle crescenti minacce informatiche, stabilendo uno standard unitario per tutti i prodotti con elementi digitali resi disponibili sul mercato europeo. Il provvedimento si inserisce nell’ambito della più ampia strategia dell’UE in materia di cibersicurezza e sicurezza dell’Unione, ponendosi l’obiettivo di garantire che hardware e software siano progettati, sviluppati e mantenuti in modo sicuro lungo tutto il loro ciclo di vita (ad esempio, dall’11 settembre 2026 è scattato ufficialmente l’obbligo per i produttori di hardware e software di segnalare tempestivamente qualsiasi vulnerabilità sfruttata o incidente grave legato ai propri dispositivi, ndr). L’adozione del Cyber Resilience Act, dunque, segna una svolta fondamentale nell’approccio europeo alla sicurezza informatica. Responsabilizzando direttamente i produttori hardware e software, l’Unione Europea stabilisce un nuovo paradigma basato sulla security by design (sicurezza fin dalla fase di progettazione) e sulla trasparenza. Per i consumatori e utenti, la normativa garantisce un livello superiore di tutela, la certezza di ricevere aggiornamenti tempestivi e una protezione efficace per i propri dispositivi connessi. Per le imprese e i produttori, sebbene l’adeguamento richieda uno sforzo organizzativo e tecnico considerevole, il rispetto dei requisiti CRA rappresenta un fattore chiave per rafforzare la fiducia del mercato e consolidare la competitività nell’ecosistema digitale europeo”. Cosi, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Trilussa e il vino, la romanità conquista il Teatro Vittoria Colonna


Domenica 25 ottobre a Marino la seconda anteprima della stagione teatrale 2026/2027: in scena la commedia di Michele La Ginestra con Sergio Zecca.

La romanità dei primi del Novecento, tra sonetti, canti, schermaglie amorose e irresistibili battute, arriva sul palco del Teatro Vittoria Colonna di Marino. Domenica 25 ottobre 2026, alle ore 18, andrà in scena “Trilussa e il Vino”, spettacolo che rende omaggio alla città e alla tradizione della Sagra dell’Uva, nell’ambito della seconda anteprima della nuova stagione teatrale 2026/2027.

Scritta e diretta da Michele La Ginestra, la commedia vede protagonista Sergio Zecca, affiancato da un cast composto da Edoardo Coen, Livia De Luca, Marianna Menga, Cristiano Pellegrini, Alice Tempesta, Claudia Tortora e Claudio Totino.

Lo spettacolo è un vivace omaggio a Dionisio, dio del vino e del teatro, e accompagna il pubblico in un viaggio nella Roma di un tempo, tra ironia popolare, poesia e tradizione. Le atmosfere della Città Eterna prendono vita attraverso le opere e lo spirito di grandi protagonisti della cultura romanesca, da Belli a Trilussa, da Pascarella a Petrolini e Zanazzo, in un intreccio di serenate, canti e situazioni comiche.

Una serata all’insegna del divertimento e della riscoperta di una romanità autentica, capace di unire teatro, musica e tradizione, celebrando al contempo il legame storico e culturale tra Marino e il vino.

Biglietti e informazioni

I biglietti sono disponibili al botteghino del Teatro Vittoria Colonna e online su Vivaticket.

  • Intero: 14 euro
  • Ridotto (over 70 e under 18): 12 euro
  • Abbonamento a 5 spettacoli: 55 euro
  • Abbonamento a 10 spettacoli: 105 euro

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 334 1556248 e 350 0413793, anche tramite WhatsApp, oppure scrivere a teatrovittoriacolonna@gmail.com.

Sito web: http://teatrovittoriacolonna.it

Tecnologia, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Cresce protesta globale contro data center”

Tecnologia, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Cresce protesta globale contro data center”

“Soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in Europa crescono i movimenti contrari ai data center. Molte persone non vogliono queste mega strutture vicino a casa perché, anche fondamentali per Internet, l’intelligenza artificiale e servizi digitali, i benefici sono spesso globali, mentre alcuni costi e disagi ricadono soprattutto sulla comunità locale. Un data center è, in sostanza, un enorme edificio pieno di server che funzionano 24 ore su 24. Per farlo, ha bisogno di molta elettricità, sistemi di raffreddamento e infrastrutture di rete, con conseguenze non positive su inquinamento, ambiente e vivibilità. Ci sono anche vantaggi, chiaramente: i data center possono generare entrate per il territorio, creare occupazione, favorire nuovi collegamenti elettrici e di telecomunicazione e fornire servizi digitali. Il punto è capire realmente se questi vantaggi compensino i costi locali e chi paghi concretamente le nuove infrastrutture. Dunque, il problema non è necessariamente il data center in sé, ma dove viene costruito, come viene raffreddato, da dove prende l’energia e quali garanzie offre alla comunità. Un impianto ben progettato, lontano dalle abitazioni, alimentato con energia a basse emissioni e dotato di sistemi efficienti di raffreddamento potrebbe avere un impatto molto diverso da uno costruito vicino alle case in una zona con scarsità d’acqua o una rete elettrica già sotto pressione. In fondo, la domanda che molti residenti si pongono è semplice: “Se questo impianto genera profitti per una grande azienda, perché dovremmo essere noi a sopportarne i disagi?”. È questo equilibrio tra vantaggi collettivi e costi locali che alimenta gran parte delle proteste”.

Cosi, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

Agricoltura, Confeuro incontra on. Rosato: “Su energia agire a tutela pmi”

Agricoltura, Confeuro incontra on. Rosato: “Su energia agire a tutela pmi”

“Prosegue il tour istituzionale di Confeuro per affrontare le principali criticità dell’agricoltura e individuare interventi a sostegno delle imprese agricole. Il presidente nazionale della Confederazione Agricoltori Europei, Andrea Tiso, ha incontrato a Roma l’onorevole Ettore Rosato, deputato e vicesegretario di Azione.
Al centro del colloquio i temi chiave per il comparto: dalla Politica Agricola Comune (PAC) al contesto geopolitico ed economico, fino alle prospettive dell’agricoltura italiana ed europea e alla tutela del lavoro.
“Abbiamo condiviso la necessità di un sistema capace di redistribuire in modo più equo il valore generato sia dalla filiera agroalimentare sia da quella energetica”, ha dichiarato Andrea Tiso. “In una fase segnata dall’aumento dei costi, alcune grandi società — anche a partecipazione pubblica — hanno registrato utili record. Riteniamo fondamentale un intervento del Governo per sostenere il settore, ad esempio tramite tariffe agevolate e misure mirate al contenimento dei rincari. L’agricoltura non può continuare a subire gli effetti delle crisi internazionali senza adeguati strumenti di protezione”.
Durante l’incontro è stata ribadita anche l’urgenza di istituire un tavolo permanente tra settore primario, industria della trasformazione e Grande Distribuzione Organizzata (GDO), così da riequilibrare rapporti commerciali diventati ormai insostenibili per i produttori.
“Il nostro obiettivo è definire strategie che garantiscano sostenibilità economica, competitività e dignità del lavoro. Nelle prossime settimane proseguiremo il dialogo con le istituzioni per presentare proposte concrete a tutela del ruolo strategico dell’agricoltura”, ha concluso il presidente di Confeuro.