Agricoltura, Confeuro compie 25 anni: un quarto di secolo a sostegno di cittadini e imprese

Agricoltura, Confeuro compie 25 anni: un quarto di secolo a sostegno di cittadini e imprese

“Il traguardo dei 25 anni rappresenta per Confeuro un anniversario importante, che racchiude un quarto di secolo di impegno, di presenza e di vita vissuta al fianco dei cittadini, delle famiglie, dei lavoratori, dei pensionati e dei piccoli e medi agricoltori di tutta Italia. Un percorso costruito quotidianamente sui territori, insieme alle persone che, attraverso le nostre sedi e le nostre strutture, rappresentano concretamente la nostra Confederazione”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione Agricoltori Europei, celebra i 25 anni dalla nascita dell’organizzazione. “È una ricorrenza che appartiene all’intera comunità Confeuro, ai suoi 300mila iscritti e alle centinaia di operatori che, in tutto il Paese, mettono ogni giorno professionalità, competenza e disponibilità al servizio dei cittadini. A tutti loro va il nostro più sincero ringraziamento: è anche grazie al loro lavoro che Confeuro è diventata una grande famiglia e una presenza concreta a tutela dei diritti. Un quarto di secolo – prosegue Tiso – testimonia il valore del lavoro svolto e ci consegna una responsabilità ancora maggiore verso il futuro. Vogliamo proseguire con rinnovato slancio nella nostra attività di assistenza e rappresentanza, accanto alle famiglie e ai piccoli e medi produttori del settore primario, rafforzando al tempo stesso la nostra base associativa. Questo anniversario deve essere anche un momento di riflessione sulle grandi trasformazioni che stanno attraversando la nostra società e l’agricoltura. L’avvento dell’intelligenza artificiale, gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e i conflitti geopolitici stanno modificando profondamente la quotidianità e mettendo a dura prova il nostro sistema economico e produttivo. Sono sfide complesse che non ci spaventano, ma che ci spingono a rinnovare il nostro impegno al fianco delle persone e dell’agricoltura italiana. Il nostro obiettivo per il futuro prossimo è continuare a essere una realtà sempre più presente, capillare e riconoscibile, capace di intercettare nuovi bisogni e di coinvolgere nuove energie. Vogliamo costruire una comunità ancora più ampia, rafforzando ogni giorno quel rapporto di fiducia con cittadini, famiglie e produttori agricoli che rappresenta la nostra forza più autentica. Perché il futuro di Confeuro passa dalla capacità di continuare a crescere insieme ai territori e alle persone che li vivono”.

Caldo, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Preoccupanti dati Cnr. Servono misure concrete”

Caldo, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Preoccupanti dati Cnr. Servono misure concrete”

“In Italia l’estate 2026, secondo l’analisi dell’Istituto per la Bioeconomia del CNR ,è stata la più calda in Italia dal 1950 e ha battuto l’estate 2003, finora considerata un record. Secondo il Cnr, il 2026 ha visto infatti un rialzo delle temperature di tutti i mesi, fino ad agosto, rispetto all’anno precedente. Il quadro dei primi otto mesi dell’anno mette così insieme tre elementi: il record stagionale dell’estate, quello mensile di agosto e l’estensione territoriale delle anomalie. Le cause di una estate così calda potrebbero dovute dalla combinazione di anticicloni subtropicali stabili, circolazione a omega che bloccano le perturbazioni e gli effetti a lungo termine del cambiamento climatico globale. Mentre le città italiane frequentemente citate per le ondate di calore estive includono numerosi centri monitorati dal ministero della Salute, tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Palermo, Pescara, Perugia, Brescia, Genova, Latina, Rieti, Viterbo, Campobasso, Ancona, Messina e Cagliari, quest’ultima nota anche per picchi record di 45 gradi. In conclusione, l’estate 2026 rappresenta un nuovo record climatico per l’Italia, confermando una tendenza al progressivo aumento delle temperature. Il superamento del precedente primato del 2003 dimostra quanto gli eventi di caldo intenso stiano diventando sempre più frequenti e rilevanti. Questi dati sottolineano quindi l’importanza di continuare a monitorare i cambiamenti climatici e di adottare misure concrete per limitarne gli effetti sul territorio e sulla popolazione”.

Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

Caldo, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Preoccupanti dati Cnr. Servono misure concrete”

Caldo, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Preoccupanti dati Cnr. Servono misure concrete”

“In Italia l’estate 2026, secondo l’analisi dell’Istituto per la Bioeconomia del CNR ,è stata la più calda in Italia dal 1950 e ha battuto l’estate 2003, finora considerata un record. Secondo il Cnr, il 2026 ha visto infatti un rialzo delle temperature di tutti i mesi, fino ad agosto, rispetto all’anno precedente. Il quadro dei primi otto mesi dell’anno mette così insieme tre elementi: il record stagionale dell’estate, quello mensile di agosto e l’estensione territoriale delle anomalie. Le cause di una estate così calda potrebbero dovute dalla combinazione di anticicloni subtropicali stabili, circolazione a omega che bloccano le perturbazioni e gli effetti a lungo termine del cambiamento climatico globale. Mentre le città italiane frequentemente citate per le ondate di calore estive includono numerosi centri monitorati dal ministero della Salute, tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Palermo, Pescara, Perugia, Brescia, Genova, Latina, Rieti, Viterbo, Campobasso, Ancona, Messina e Cagliari, quest’ultima nota anche per picchi record di 45 gradi. In conclusione, l’estate 2026 rappresenta un nuovo record climatico per l’Italia, confermando una tendenza al progressivo aumento delle temperature. Il superamento del precedente primato del 2003 dimostra quanto gli eventi di caldo intenso stiano diventando sempre più frequenti e rilevanti. Questi dati sottolineano quindi l’importanza di continuare a monitorare i cambiamenti climatici e di adottare misure concrete per limitarne gli effetti sul territorio e sulla popolazione”.

Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

Agroalimentare, Confeuro lancia l’allarme: “Made in Italy si misura da terra, non da dogane”

Agroalimentare, Confeuro lancia l’allarme: “Made in Italy si misura da terra, non da dogane”

“Il dato di oltre 72 miliardi di euro di export agroalimentare, evidenziato dal report Crea, conferma la forza e la crescente competitività del Made in Italy sui mercati internazionali. Ma accanto a questo risultato positivo esiste un dato che non possiamo ignorare: l’Istat certifica una forte contrazione, nell’ultimo ventennio, dei volumi delle produzioni agricole e zootecniche. È da questa apparente contraddizione che dobbiamo partire per comprendere quale sia realmente lo stato di salute del nostro sistema agroalimentare”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. “L’Italia è diventata molto forte nella trasformazione, nella valorizzazione commerciale e nell’esportazione dei propri prodotti, ma rischia progressivamente di perdere il contatto con la produzione primaria. La sovranità alimentare, infatti, non si misura dalle dogane, ma dai campi. Se importiamo più di quanto esportiamo per alcune produzioni strategiche, come mais e olio di oliva, e registriamo analoghe criticità in diversi comparti della zootecnia, è evidente che esiste un problema strutturale che non può essere nascosto dai numeri dell’export. C’è poi un ulteriore elemento di riflessione – prosegue Tiso -: una parte delle nostre esportazioni riguarda prodotti realizzati a partire da materie prime importate dall’estero e sottoposte in Italia alle fasi finali di trasformazione. È il caso, ad esempio, di alcuni comparti dolciari e della torrefazione. Questo modello dimostra la grande capacità italiana di trasformare e commercializzare un prodotto, ma evidenzia al tempo stesso la crescente debolezza della produzione primaria”. “Il Made in Italy non può essere soltanto un marchio apposto alla fine della filiera. Deve rappresentare un sistema produttivo solido, nel quale la terra, gli agricoltori e gli allevatori siano il primo anello di una catena capace di arrivare fino ai banchi dei supermercati. Per questo – conclude Tiso – serve una strategia che torni a investire sulla produzione agricola nazionale, sulla redditività delle imprese e sulla capacità dell’Italia di produrre ciò che consuma. Una filiera agroalimentare può essere realmente sana e competitiva soltanto se lo è in ogni suo passaggio: dalla terra ai mercati, dai campi ai consumatori”.

Beatrice Paolucci: da Roma a Edimburgo per il teatro

Beatrice Paolucci: da Roma a Edimburgo per il teatro

Intervista di Irene Cinardi

Questa è la storia di una giovane ragazza talentuosa e la passione per la recitazione: ciò ha spinto Beatrice Paolucci a farsi strada nella scena teatrale internazionale. Un grande esempio per la nostra generazione, mossa talvolta da interessi futili e controproducenti. La 24enne romana Beatrice si trova all’inizio della sua carriera teatrale, eppure già può vantare la partecipazione ad uno spettacolo internazionale nel Regno Unito. Queste le sue parole:

“Sono nata nel 2002 a Roma, città in cui ho sempre vissuto fino allo scorso giugno. Mi sono trasferita a Londra per continuare i miei studi nel campo della recitazione presso la Royal Academy of Dramatic Arts e in altre scuole come Actors Crib e Demidov Studio London.
Partecipare al Edinburgh Fringe Festival con lo spettacolo “Backstage” diretto da Yi Qu e prodotto da Haoming Li e Jiaorong Yu, è stata l’esperienza più sorprendente che mi è stata regalata dal mio viaggio nel Regno Unito, e mi sento onorata per aver portato in vita il personaggio di Mike. In qualità di Producer, Haoming Li è stato un punto di riferimento importante durante tutto il processo creativo. Si è assicurato che la comunicazione tra il cast e il team creativo fosse sempre chiara e fluida, contribuendo inoltre al coordinamento delle prove e degli aspetti organizzativi. Ha creato un ambiente di lavoro in cui mi sono sentita sostenuta e libera di esplorare pienamente il personaggio di Mike. La premessa dello show è semplice: Mike e Iris, interpretata da Bai Ruying, sono due prestigiatrici carismatiche che invitano il pubblico a partecipare a diversi trucchi di magia, fino a quando Lena (Change Jia), decide di offrirsi per uno di questi. Quello che Lena non può aspettarsi è che, partecipare ad un determinato trucco, la terrà bloccata in una seconda dimensione chiamata Backstage. Da questo momento in poi l’atmosfera s’inclina, e viene rivelato che in questa seconda dimensione tutti eseguono gli ordini di un capo: The Clock.
Mike, dall’essere l’allegra e buffa assistente di Iris, si trasforma nel soldato per eccellenza di Backstage: fa rispettare gli ordini, senza porsi domande; per questo motivo risulta essere l’inaspettata antagonista di Lena. Come attrice è stato davvero interessante navigare tra il confine di queste due dimensioni, avere a che fare con un personaggio dalla doppia faccia può sembrare un doppio studio, ma ogni lato esiste per via dell’altro, quindi bisogna approcciarsi all’intero, e poi comprendere cos’è la divisione e perché è avvenuta.
Il cast e la crew di Backstage sono stati molto coraggiosi nell’affrontare temi complessi senza mai davvero approfondire, le critiche alla società attuale sono chiare anche se nascoste sotto la metafora della seconda dimensione.
Ricevere 4 stelle su 5 dalla Critica del Fringe Festival di Edimburgo è stato il regalo più inaspettato”. Determinazione, volontà e desiderio di portare in giro per il mondo ciò in cui crede, la recitazione. Dimostrazione che se si vuole, si può.

Ue, Confeuro: “Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario”

Ue, Confeuro: “Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario”

“Undici Paesi dell’Unione Europea hanno chiesto di porre fine ai cosiddetti veti “ostruzionistici”, che troppo spesso finiscono per paralizzare la politica estera comunitaria, e di passare al principio della maggioranza qualificata. Una proposta che Confeuro condivide pienamente e che si inserisce in una riflessione che la nostra Confederazione porta avanti da tempo: l’Europa non può più permettersi di essere lenta, ingessata e prigioniera dei veti, ma deve dotarsi di strumenti decisionali più rapidi ed efficaci, all’altezza delle sfide che è chiamata ad affrontare. Reputiamo dunque importante – sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei – che si cominci quanto meno a parlare seriamente della modifica della regola del veto. Si tratta di un retaggio storico che rappresenta oggi una delle cause principali della lentezza decisionale e della crescente ingovernabilità dell’Unione Europea”. Secondo Confeuro, le conseguenze di questo immobilismo si riflettono pesantemente anche su settori strategici come l’agricoltura: “Basta guardare all’attuale PAC – continua Tiso – un mostro burocratico che sta penalizzando i piccoli e medi produttori, e alla proposta della futura Politica Agricola Comune, che appare già inadeguata e priva di una reale visione di tutela del mondo agricolo”. Per il presidente Confeuro, Andrea Tiso “è ormai evidente che serve un’Europa diversa: più snella, più rapida, capace di affrontare le sfide globali e di dialogare alla pari con i grandi player istituzionali internazionali. Il superamento del principio di unanimità è il primo, indispensabile passo per costruire una Ue finalmente più efficace e credibile”.