Per contenere la diffusione del contagio dal Coronavirus, in attesa di trovare nelle Farmacie a 50 centesimi l’una più IVA le mascherine, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha sostenuto, “sono raccomandate le mascherine di comunità, multistrato che si possono anche confezionare in casa, fermo restando che invece i modelli piu sofisticati Ffp2 e Ffp3 sono per uso diverso”.
Prosegue a non esserci alcuna indicazione in merito alla raccolta e smaltimento dei dispositivi che se non ben programmata potrebbero causare, come da subito abbiamo sostenuto , un gigantesco disastro ambientale.
E’ quanto dichiara in una nota Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale, green manager ed esperto nella gestione dei rifiuti.
Ipotizzando un fabbisogno di circa 40 milioni di mascherine al giorno, oltre un miliardo al mese, che producono anche 300 tonnellate di rifiuti quotidiani, il pericolo inquinamento è dietro l’angolo, basti considerare che gran parte sono dispositivi prodotti in polipropilene o altre materie plastiche e quindi se mal conferiti si potrebbero aggiungere all’attuale inquinamento da plastica nei nostri mari.
Necessario non solo rafforzare la comunicazione istituzionale facendo appello al senso civico e alla responsabilità dei cittadini attraverso la programmazione di campagne di informazione e sensibilizzazione per l’esatto conferimento dei presidi sanitari, ma soprattutto programmare una produzione nazionale, maggiormente controllabile per i materiali utilizzati e per la diminuzione dell’inquinamento complessivo collegato al trasporto. Inoltre vorremmo si possa ipotizzare soluzioni come mascherine monouso di cotone e cellulosa interamente bio-compostabili, oltre a dettare regole certe e uguali in ogni Regione circa le varie modalità di smaltimento finale.
Non comprendiamo, peraltro, perché non si possa programmare una raccolta apposita magari con contenitori simili a quelli utilizzati per la raccolta dei farmaci all’ingresso delle farmacie, da posizionare anche all’ingresso dei supermercati e centri commerciali.
Sul tema delle mascherine vi sono quindi una serie di problematiche inerenti i vari approvvigionamenti, acquisti, indicazioni del fai da te, ma anche -conclude Benvenuti- la considerazione di un possibile inquinamento che si potrebbe produrre nei mari e nell’ambiente con l’errato conferimento e per una mancanza di programmazione sulla raccolta e lo smaltimento.
ECOITALIASOLIDALE